/fr/2003/1

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Thomas Crochunis et Michael E. Sinatra, « Putting Plays (And More) In Cyberspace: An Overview of the British Women Playwrights around 1800 Project », European Romantic Review, vol. 14 / 1, 2003, p. 117‑131.

The british women playwrights around 1800 Web project has had a split allegiance fromits beginning. Its beginnings lay in our interest in sustaining over time a community thathad begun exploring the histories and writing of women in late-eighteenth and early-nineteenth century British theater. [...]

Leigh Hunt, Selected writings of Leigh Hunt, London, Pickering & Chatto, 2003, (« Pickering masters »).

v. 1. Perodical essays, 1805-14 / edited by Jeffrey N. Cox and Greg Kucich -- v. 2. Periodical essays, 1815-21 / edited by Jeffrey N. Cox and Greg Kucich -- v. 3. Periodical essays, 1822-38 / edited by Robert Morrison -- v. 4. Later literary essays / edited by Charles Mahoney -- v. 5. Poetical works, 1801-21 / edited by John Strachan -- v. 6. Poetical Works, 1822-59 / edited by John Strachan.

Marcello Vitali-Rosati, Riflessione e trascendenza: itinerari a partire da Levinas, Pisa, ETS, 2003, 174 p., (« Filosofia », 63).

Bisogna ritenere paradossalmente conclusiva l'ingiunzione di Derrida secondo cui il pensiero dell'Altro come assolutamente altro è legato soltanto ad una prospettiva ebraica? E' possibile sottrarre il discorso levinassiano ad una tale chiusura e aprirlo ad un itinerario attraverso la filosofia di matrice greca? Tornare a riflettere sul discorso di Levinas significa mantenere inalterata la trascendenza, accettarne il richiamo senza però chiuderlo in una interpretazione definitiva: illuminare cioè la radice ebraica con la luce del risvegliato logos greco, dando all'Altro un'ulteriore possibilità di manifestarsi, oltre l'etica, nello spazio filosofico per eccellenza, quello del "terzo", della misura, del linguaggio. Attraverso un lavoro di risemantizzazione del concetto di "riflessione", l'etica proposta da Levinas può essere interpretata come una serie di strutture logiche capaci di ripetere il meccanismo di sottrazione del volto: ci può essere una riflessione che non appiattisca su di sé la trascendenza, ma che garantisca la possibilità di un vero incontro con l'Altro.

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